La nostra storia.
La Fondazione Tancredi di Barolo è nata ufficialmente a Torino nel 2002, ma le sue radici affondano profondamente nella storia sociale e pedagogica dell’Ottocento piemontese.
Come è nata la Fondazione
L’ente è stato costituito grazie alla generosa donazione della collezione privata di Marilena e Pompeo Vagliani, composta da un immenso patrimonio di libri per l’infanzia, disegni originali, giochi e materiali scolastici d’epoca. La Fondazione ha trovato la sua sede naturale a Palazzo Barolo, grazie al sostegno dell’Opera Barolo (l’istituzione erede universale dei Marchesi), che ha messo a disposizione i locali per ospitare non solo l’Archivio e la Biblioteca, ma anche il MUSLI (Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia) e dal mese di Dicembre 2025 anche del Pop-APP Museum.
L’obiettivo della Fondazione è duplice: da un lato, conservare e valorizzare il patrimonio storico legato all’editoria e all’educazione; dall’altro, continuare l’opera dei Marchesi di Barolo, adattandola alle sfide culturali contemporanee.
I Marchesi di Barolo e l’Educazione: Un’Eredità Rivoluzionaria
La storia dei Marchesi Tancredi Falletti e Juliette Colbert (Giulia di Barolo) è una delle più luminose nel panorama della pedagogia sociale italiana. In un’epoca di enormi disuguaglianze, i coniugi Barolo non si limitarono alla beneficenza tradizionale, ma scelsero la strada della promozione umana attraverso l’istruzione.
L’invenzione dell’asilo: Nel 1825, proprio a Palazzo Barolo, Giulia e Tancredi aprirono il primo asilo infantile per i figli degli operai, permettendo alle madri di lavorare e garantendo ai bambini un ambiente educativo protetto. Fu una delle prime esperienze di questo tipo in Italia.
L’istruzione femminile e professionale: Giulia di Barolo comprese che per riscattare le donne (specialmente le più povere, le carcerate o le ex-prostitute) era necessaria l’alfabetizzazione. Fondò scuole elementari per bambine povere e le prime scuole professionali di tessitura e ricamo, dando loro gli strumenti per l’autonomia economica.
Metodi pionieristici: I Marchesi viaggiarono molto in Europa, studiando i metodi educativi più avanzati (come quelli scozzesi o francesi) per portarli a Torino, introducendo innovazioni pedagogiche che influenzarono persino l’opera di San Giovanni Bosco.